Ecco un po’ di informazioni sul Massaggio connettivale

Dovete sapere che:

Il sistema del tessuto connettivo si divide in:

  1. epidermide (cute);
  2. derma sottostante;
  3. tessuto sottocutaneo generalmente di spessore maggiore che è ricoperto dal derma.

Quando andrete ad effettuare il massaggio connettivale, lavorerete su questi tre strati.

L’intento principale è quello di scavare e allentare le tensioni principali di modo da liberare il tossico accumulato nei vari strati.

Quando andiamo a fare il massaggio connettivale, questo evoca a livello cutaneo degli stimoli che vengono percepiti da delle terminazioni nervose e vengono poi elaborate dai centri di collegamento al midollo spinale. Questi stimoli arrivano fino alla parte nostra più cosciente, ovvero a livello cerebrale.

massaggio connettivale livello celebrale

Quando andiamo a fare il trattamento, applichiamo una manualità di trazione lungo i vari fasci muscolari e lungo tutte le zone corporee particolarmente indicate.

Che cosa contiene il tessuto?

 

Quando andiamo a fare un trattamento in massaggio connettivale, si possono creare delle modificazioni dell’irrorazione sanguigna e delle liberazioni di sostanze specifiche dei tessuti sottostanti. Così influenza la reazione chimica tessutale (pH) e di conseguenza la capacità locale o generale del tessuto connettivo di trattenere acqua.

Tutte queste manovre, per chi volesse ulteriormente approfondire, le potete trovare anche sul libro Massaggio connettivale secondo Dicke

Va ricordato che quando facciamo delle stimolazioni del tessuto connettivale, esso grazie ai suoi collegamenti con il sistema nervoso centrale, può provocare reazioni anche in organi molto lontani.

Le cellule del tessuto connettivo si dividono in:

  1. fibroblasti
  2. mastociti
  3. plasmacellule
  4. leucociti eosinofili
  5. linfociti
  6. monociti

Le fibre del tessuto connettivo si distinguono anche in collagene, reticolari ed elastiche.

massaggio connettivale legamenti e tendiniI tendini e i legamenti sono costituiti da fibrille collagene disposte pressappoco parallelamente.

Il massimo allungamento della fibrilla si aggira attorno al 5% per cui essa è particolarmente idonea alla trasmissione di forze di trazione.

Distinzione tra tessuto adiposo strutturale e di deposito

L’accumulo di tessuto adiposo di deposito dipende dallo stato di nutrizione dell’individuo. In caso di grave dimagrimento il grasso costituisce un materiale di riserva per il metabolismo cellulare, si scinde e viene gradualmente liberato e sostituito nelle cellule rimpicciolite da un liquido sieroso.

Il tessuto adiposo strutturale invece si conserva ampiamente anche in caso di forte dimagrimento, il grasso contenuto nelle guance non viene così facilmente utilizzato o ad esempio il grasso contenuto sui polpastrelli e palmi delle mani.

Compiti

Fra i compiti del tessuto connettivo troviamo anche quello riparativo, ovvero il saper riparare determinate ferite.

Caratteristiche

Le caratteristiche del tessuto connettivo sono resilienza, elasticità, viscosità, flessibilità, deformabilità, capacità di tornare alla forma primitiva dopo la deformazione.

Si è visto nell’arco degli studi che spesso le persone la mattina lamentano una particolare rigidità nei movimenti in particolare di mani, articolazioni in generale e schiena. Si suppone che la causa di ciò sia un’alterazione notturna della viscosità del liquido articolare, nelle articolazioni appunto, affette da reumatismo cronico.

massaggio connettivale tessuti

Sensibilità del connettivo

Nei vari strati del connettivo troviamo dei recettori sensitivi che possono essere resistenti in:

  1. meccanocettori
  2. propriocettori
  3. nocicettori
  4. termocettori

I meccanocettori hanno la funzione di percepire gli stimoli tattili dovuti a sensazioni di pressione, vibrazione e solletico a livello cutaneo.

I propriocettori hanno la funzione di captare le variazioni di lunghezza della muscolatura striata (danno un’informazione al nostro sistema nervoso di capire per esempio se anche ad occhi chiusi una gamba è allungata o flessa, se un braccio è disteso e in quale posizioni si trovi).

I nocicettori hanno la funzione di percepire gli stimoli dolorosi.

Infine abbiamo termocettori che hanno la funzione di percepire le variazioni di calore sulla nostra pelle oppure di capire se gli oggetti con cui veniamo in contatto sono caldi o freddi e quindi saperne cogliere la temperatura.

Ipertonia a carico del tessuto sottocutaneo

Di grande importanza per i fondamenti teorici del massaggio connettivale sono i problemi dell’ipertonia a carico del tessuto sottocutaneo.

Quando l’operatore si trova a trattare un muscolo in una situazione di ipertono, entrando in possesso di queste informazioni, ha la consapevolezza che quella zona andrà trattata con una manualità di massaggio connettivale per allentare le fibre più profonde in modo di allentare la massa muscolare.

Oltre a queste tecniche sul massaggio connettivale, esistono anche altri siti web che ne parlano. Ma noi preferiamo sviscerare ogni singolo aspetto con numerose foto e video… Continuate a seguirci!

Nel prossimo articolo parleremo dei benefici che può dare questa tecnica di massaggio… Vi aspetto numerosi!

Francesco Ciaccia

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