Il Massaggio Thai: il prana e l’eliminazione delle tossine

Il massaggio thai

Il Massaggio Thai o Nuad Phaen Borarn è il frutto di una lunga storia che sembra sconfinare in leggenda. Traducendo in maniera letterale, infatti, il sostantivo è definito “toccare per guarire” e “antico/degno di riverenza”.

Il massaggio Thai e l’origine

Questo massaggio deriva dalla cultura orientale. Il massaggio Thai, infatti, venne codificato nel V secolo dal medico Shivago Kumar Baj, considerato tutt’oggi “il Padre della Medicina”. Baj riuscì a diffondere questa tecnica definendola pratica del “metta”, ovvero caratterizzata da gentilezza amorevole.

Le origini del massaggio thai sono poco documentate ma si suppone che abbia subito influssi dalle  tradizioni mediche provenienti dall’India come Ayurveda e lo Yoga e anche delle manipolazioni di tradizione cinese attraverso l’esperienza della medicina popolare e delle pratiche sciamatiche.  Ciò che, più di altro, accomuna il thai alle altre manipolazioni è il concetto dei canali energetici. Risvegliare l’energia attraverso la manipolazione di alcune parti specifiche del corpo è l’obiettivo predeterminato da questa pratica.

Il massaggio thai  e le caratteristiche

Il massaggio thai si fonda sul concetto dei canali energetici. Mi spiego meglio. Secondo la medicina indiana, il corpo umano sarebbe caratterizzato da oltre 70.000 canali, chiamati sen attraverso cui passa il prana, l’energia vitale. Dieci sen, in particolare, sono considerati di particolare importanza poiché sono l’origine di tutti i percorsi secondari. Ad ogni linea è possibile risalire ad una serie di sintomi ed ogni elemento sembra, a sua volta, risalire ad un blocco dei venti. Le manovre del massaggio thai sono mirate proprio alla rimozione dei blocchi e quindi alla rimozione dei problemi alla salute.

I sen

  • Il Sen Sumana/Sushumana lavorano con il senso del gusto e dell’olfatto. Questo Sen si associa ai problemi digestivi e al dolore addominale. Il sen sumana, inoltre, è considerato un indicatore per i dolori al petto, il singhiozzo, asma e spasmi dell’esofago nonché nausea e freddo. È simile anche al sushumana.
  • Sen Ittha e Pingkala. Il Sen Ittha è il condotto che tocca le qualità prettamente femminili come le emozioni e le sensazioni. Il Pingkhala, invece, è il condotto sinistro che indica, invece, le qualità maschili come l’analisi e il pensiero. Entrambi questi valori sono connessi al processo di respirazione. Questi due Sen sono, inoltre, utilizzati per la risoluzione di emicranie . Inoltre, entrambi attraverso i muscoli del Trapezio e infraspinali hanno una forte influenza sul dolore al collo e alle spalle, lo stato influenzale, la tosse e la febbre.
  • Il Sen Kalathari è strettamente associato con l’epidermide, il sistema muscolare e scheletrico e apporta benefici anche nell’ambito psichico. L’applicazione a questi condotti, inoltre, è utile per il dolore alle braccia e alle gambe. Inoltre, è adatto per l’angina pectoris, l’epilessia, schizofrenia, isteria e aritmie cardiache reumatiche.
  • I Sen Sahatsarangsi e Thawari sono collegati al senso della vista e sono utilizzati per l’arrossamento e il gonfiore degli occhi. Ma non solo: questi due sen sono considerati possibili rimedi per paralisi facciale, mal di denti, febbre, dolore toracico, malattie gastrointestinali e malattie urogenitali. Il Sen Thawari è utilizzato anche per l’ittero e l’appendicite.
  • I Sen Lawusang e Ulangka. Legati al senso dell’udito, sono correlati e possibili risoluzioni alla sordità, alle infezioni alle orecchie, i problemi all’orecchio medio e interno nonché alla tosse .

il massaggio thai

L’unicità del Massaggio Thai

Il Massaggio Thai è molto particolare. Questa manipolazione si differenzia dalle altre a causa dall’esecuzione:

  • Il paziente che riceve il massaggio Thai si posiziona su un materassino poggiato sul pavimento e non sul classico lettino
  • Non è in abbigliamento intimo ma indossa abiti comodi  per garantire ampi movimenti;
  • Il massaggio Thai può essere svolto da un solo o più pazienti in una più ampia stanza come accade generalmente negli ospedali.
  • Il massaggio Thai si intreccia con la spiritualità. Prima di iniziare il trattamento, il massaggiatore generalmente recita a mani giunte una piccola preghiera : “Om Namo Shivago Kumar Baj Puchaya” ovvero “Rispetto il compassionevole Shivago Kumar Baj con una buona condotta”.

Il massaggio Thai e gli stili

Esistono due tipologie diverse del massaggio Thai:

  • Il Rachasamnak o stile di corte insegnata a Bangkok
  • Il Chaleeysak o lo stile popolare che generalmente viene messo in pratica nel nord della Thailandia

Lo Stile Chaleeysak prevede cinque posizioni, ovvero

1.      supina

2.      Fianco destro

3.      Fianco sinistro

4.      Prona

5.      Seduta

Lo stile Rachasamnak, invece, ne prevede solo quattro, eliminando la posizione prona.

Nonostante gli stili siano diversi, entrambi devono essere accomunati dalla buona esecuzione da parte dell’operatore. Per il massaggio Thai sono utilizzate diverse parti del corpo come le dita, i palmi, i gomiti e i piedi (e non solo..) per effettuare varie manipolazioni come compressioni, estensioni, torsioni, stiramenti, impastamenti, scuotimenti, schiocchi, bloccaggio del corpo e la camminata con i talloni e l’incavo dei piedi. Inoltre, sono utilizzate anche posizioni che richiamano le asanas dello Hatha Yoga.

Il massaggio Thai: ecco la tecnica perfetta

Il massaggio Thai e la Tecnica

Come viene realizzato il massaggio Thai? La manipolazione thailandese si caratterizza per la sua energia difficilmente identificabile nelle forme più classiche di massaggio. Il massaggio Thai è chiamato anche Thai Yoga perché l’operatore fa assumere al paziente specifiche posizioni proprio come lo yoga passivo. Le tecniche, inoltre, utilizzate durante il massaggio sono basate sulla teoria dei meridiani, modalità che permette di riattivare la circolazione energetica interrotta potenziando l’autoguarigione.

Il massaggio Thai ha inizio attraverso manipolazioni che aumentano gradatamente di intensità, non sconfinando mai ad un dolore considerato eccesivo. L’operatore fa uso anche della digitopressione e delle compressioni. Proprio per il suo stile considerato atipico e fatto principalmente di pressioni più o meno intensive è necessario che il paziente sia appoggiato su una superficie morbida, possibilmente vestito in maniera tale da mantenere i muscoli caldi.   Nessun olio è previsto per questa tipologia di massaggio: gli abiti comodi sono tutto ciò che vi occorre.

Il massaggio Thai, i  benefici e controindicazioni

Sembra scontato dire che il massaggio Thai apporta molti benefici, d’altronde tutti i massaggi stimolano il benessere. Ciò che lo caratterizza è il suo contributo al miglioramento della condizione di vita, quasi come quella di un medicinale. La manipolazione thai libera l’energia, favorendo l’eliminazione delle tossine… ma non solo.

Il  massaggio thai è una combinazione di aspetti fisici ed energetici, rendendolo un unicum nel suo genere. La durata del trattamento è, generalmente, da una a due ore e permette di ottenere diversi vantaggi come:

  • La riduzione dello stress
  • Il rilassamento di tutto il corpo
  • Il miglioramento della circolazione, del sistema immunitario, della postura e delle condizioni del sistema nervoso
  • Aumento esponenziale dell’energia e della flessibilità
  • Il rallentamento del processo di invecchiamento
  • Una vera e propria disintossicazione del corpo
  • L’equilibrio fra mente e corpo

Essendo una manipolazione invasiva, esistono anche delle limitazioni per i pazienti.  Il massaggio Thai non può essere praticato in caso di :

  • Gravidanza
  • Ipertensione arteriosa
  • Disturbi cardiaci
  • Ernia Iatale
  • Gravi infiammazioni

Nonostante le aspettative, non è prevista limitazione al trattamento nel momento in cui:

  • Si abbiano malattie infettive della pelle, fratture recenti ed ernie addominali
  • Subito dopo aver subito un intervento chirurgico o la chemioterapia
  • In presenza di coaguli di sangue o malattie cardiache

Un massaggio sicuramente impegnativo per l’operatore ma di grande impatto sul paziente. Non pensi di essere in grado? Io sono convinto che niente sia impossibile ma, anzi, ritengo che la volontà e la caparbietà siano le “armi” giuste per trasformarsi in un professionista certificato.

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