La RIFLESSOLOGIA PLANTARE ti affascina? Devi sapere che questa disciplina è antichissima! Prima di diventare il numero uno dei riflessologi della tua città ti invito a leggere questo post per conoscere il suo fondatore: William Fitzgerald.

La RIFLESSOLOGIA PLANTARE è stata scoperta millenni fa, addirittura nelle tombe egizie furono rinvenuti degli affreschi raffiguranti delle MAPPE PLANTARI.

Basti pensare che uno dei primi dipinti murali fu rinvenuto nella tomba di Akhamahor, detta anche “tomba del medico” nel 2330 a.C. dove viene raffigurato proprio un Medico nell’atto di stimolare mani e piedi del suo paziente. In Occidente però arrivo soltanto all’inizio di questo secolo, proprio attraverso William Fitzgerald.

Mappa plantare affresco egizio

Per questo egli viene considerato il padre della RIFLESSOLOGIA PLANTARE moderna.

William Fitzgerald, nato del 1872 a Middletown, si laureò in medicina all’Università del Vermont.

Dal 1902 iniziò a studiare la RIFLESSOLOGIA PLANTARE, iniziando a sperimentarla sui suoi pazienti. Essendo un otorinolarigoiatra, il suo intento era utilizzarla come antidolorifico, ossia al posto di effettuare l’anestesia.

Divise il corpo in dieci linee immaginarie, le cosiddette “Linee di Fitzgerald“, che partono dalla testa e arrivano agli arti superiori ed inferiori: 10 linee come 10 sono le dita di mani e piedi.  Secondo la sua teoria chiamata da lui “TERAPIA ZONALE,  trattando un punto in digito-pressione sulle dita, esercitava un’azione diretta sull’organo corrispondente di quella linea. Tali linee si considera siano collegate tra loro tramite un flusso di energia e possano influire una sull’altra.

La terapia zonale

Inoltre, nei piedi, tracciò altre 3 linee orizzontali: una alla base delle dita, una a metà tra le ossa corte e quelle lunghe e una a livello del calcagno.

La pressione di tali punti prese il nome di MASSAGGIO ZONALE. Fitgerald, stimolava tali punti utilizzava pettini ed altri attrezzi, fu in seguito la fisioterapista Eunice Ingham ad utilizzare la pressione del pollice. Ella inoltre, negli anni 30 elaborò più dettagliatamente la teoria di Fitzgerald, focalizzando appunto l’attenzione sul piede e sulla sua stimolazione facendo pressioni con le dita delle mani.

La riflessologia plantare quindi, si basa sulla conoscenza del sistema nervoso, in quanto i punti riflessogeni sono collegati a determinati organi tramite le vie nervose. In seguito si scoprì che tale disciplina poteva essere utilizzata anche per diverse problematiche quali stati d’ansia, problemi mestruali, lombalgie, sciatica, insonnia, depressione…e senza apportare alcun rischio ne effetto collaterale. Ovviamente non può venir considerata una propria cura, nel senso che si dovrebbe sempre associare ad una terapia consigliata dal proprio Medico curante. Se volete saperne di più su questa fantastica disciplina, ho messo a disposizione all’interno del sito due videocorsi sulla riflessologia plantare, livello base e livello avanzato, per conoscere l’offerta basta cliccare qui !

Troverete due livelli, base e avanzato, saprete riconoscere tutte le zone riflesse, come stimolarle, farete diagnosi, scoprirete tutti i segreti e ne rimarrete entusiasti e potrete mettervi al lavoro sin da subito! Ora non mi resta che augurarvi un buon trattamento di riflessologia, continuate a seguirci per scoprire altre novità sul mondo del massaggio…

Un caro saluto

Alla prossima

Francesco Ciaccia

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