Dolore sotto la pianta del piede: Tarsalgia, come riconoscerla e curarla

dolore sotto la pianta del piede TARSALAGIA: RICONOSCERLA E CURARLA

Cos’è il dolore sotto la pianta del piede

Quando si parla di tarsalgia (o metatarsalgia) si indica una patologia che interessa le articolazioni, i tendini, i legamenti e le ossa della zona dell’avampiede. La tarsalagia è caratterizzata da un dolore che può manifestarsi in maniera acuta o cronica e che si localizza nell’area della pianta del piede, nei pressi delle dita.

Soggetti particolarmente esposti a questa problematica sono gli atleti, in particolar modo le donne. Per questo motivo la tarsalgia è anche nota come la “patologia dello sportivo”.
Il termine metatarsalgia si riferisce ad un insieme di sintomi e disturbi legate all’avampiede: tale patologia può presentarsi infatti sotto forma di infiammazione che ricopre solo un metatarso o comprendere tutti gli altri. Come già accennato, a soffrire in maniera specifica di questa patologia sono le donne (che hanno legamenti più fragili) e gli sportivi (che sottopongono i tendini, i legamenti e le articolazioni a sforzi continui).

Le cause del dolore sotto la pianta del piede

Le motivazioni per le quali questa patologia si presenta sono da ricercare principalmente nella postura scorretta: nel momento in cui il peso corporeo non viene distribuito in maniera equilibrata sulla piante del piede, uno o più metatarsi si infiammano e provocano il dolore caratteristico di questo disturbo. Durante una passeggiata o una corsa, se tutto il peso del corpo si concentra sull’avampiede in maniera errata, la pianta del piede può infiammarsi e di conseguenza si avverte un dolore in corrispondenza delle parte dove le dita e il piede si congiungono. Spesso il dolore risulta troppo forte per essere ignorato: è quindi consigliabile interrompere immediatamente l’attività fisica per non incorrere in rischi maggiori. Tra le problematiche che la tarsalagia presenta c’è un fastidioso ispessimento della cute della pianta del piede, detta anche ipercheratosi.

Oltre alle cause scatenanti appena descritte che derivano da cattive abitudini, alla base della tarsalagia ci possono essere anche malformazioni congenite: una particolare forma del piede o la presenza di metatarsi più o meno inclinati e di diversa lunghezza, sono tra i difetti congeniti che possono portare a questa patologia.
È di fondamentale importanza in alcuni casi, non confondere la tarsalagia con altre malattie articolari di diversa origine. Spesso infatti si manifestano disturbi e dolori che potrebbero essere riconducibili ad una forma di metatarsite, ma in realtà la causa scatenante deve essere ricercata in problemi di altra natura: artrite deformante, artrosi, patologie vascolari e metaboliche.

Oltre alle cause scatenanti appena descritte che derivano da cattive abitudini, alla base della tarsalagia ci possono essere anche malformazioni congenite: una particolare forma del piede o la presenza di metatarsi più o meno inclinati e di diversa lunghezza, sono tra i difetti congeniti che possono portare a questa patologia.
È di fondamentale importanza in alcuni casi, non confondere la tarsalagia con altre malattie articolari di diversa origine. Spesso infatti si manifestano disturbi e dolori che potrebbero essere riconducibili ad una forma di metatarsite, ma in realtà la causa scatenante deve essere ricercata in problemi di altra natura: artrite deformante, artrosi, patologie vascolari e metaboliche.

metatarsalgia

Come riconoscere la tarsalagia da un semplice dolore alla pianta del piede?

I sintomi che ci aiutano ad individuare questa patologia possono essere:
Dolore intermittente o continuo sotto alla pianta del piede
Fastidio o dolore quando si cammina o si poggia il piede a terra
Assunzione di posizioni “innaturali” per alleggerire il carico sul piede e l’avampiede (col rischio di peggiorare la situazione)

Tarsalgia ed altre patologie della pianta del piede

La tarsalagia può presentarsi come disturbo isolato oppure correlata ad altre patologie del piede, come dita a martello, alluce rigido e alluce valgo.
Come già detto, ad eccezion fatta delle problematiche scaturite da un infortunio o un trauma, le metatarsalgie più ricorrenti hanno origine dalla scorretta distribuzione del peso del corpo tra le teste metatarsali e le dita del piede.
Al di là delle radici e dei motivi che portano a questa patologia, è decisamente importante rivolgersi ad un esperto competente che svolga una diagnosi precisa della patologia e che decida la terapia da intraprendere. In questo modo si potranno ripristinare le normali condizioni delle articolazioni e di tutto il piede interessato.

La diagnosi e la cura

L’obiettivo della diagnosi e della terapia dettate dallo specialista è quella di riuscire a ridurre o eliminare del tutto, in un periodo breve, il dolore causato dalla tarsalagia.
Alle prescrizioni dello specialista è di fondamentale importanza unire la collaborazione attiva del paziente: egli dovrà avere la pazienza e la perseveranza di seguire i consigli che gli vengono forniti, rispettando le tempistiche necessarie ad una corretta risoluzione del problema.
La prima misura da adottare per alleviare il dolore e permettere all’infiammazione di regredire, è osservare un periodo di riposo fisico, tenendo fermo e possibilmente sollevato da terra il piede.
È importantissimo tener presente che se non vengono rispettate queste accortezze e si prova a forzare i tempi di recupero, la tarsalgia potrebbe assumere una forma cronica, ancor più dolorosa e difficile da curare.

Tra le varie soluzioni disponibili per la cura e la risoluzione della tarsalagia, il trattamento ortesico è la strada più accreditata ed efficace. Questo trattamento consiste in un sistema di bende e feltri adesivi da applicare per un determinato periodo sulla zona interessata dal disturbo.

Alla diagnosi dello specialista, segue la visita di un esperto podologo che suggerirà la risoluzione adeguata e più sicura. L’obiettivo principale sarà quello di attutire il contatto tra la parte soggetta al dolore ed il terreno, in modo da alleviare l’infiammazione e la sofferenza derivanti dalla patologia.

Per raggiungere questo scopo, il podologo può consigliare al paziente l’adozione di plantari in gel da applicare sotto la pianta del piede.
Non bisogna inoltre dimenticare l’importanza di indossare, in special modo quando si pratica sport, scarpe morbide e comode, in modo da favorire una corretta postura e un idoneo contatto del piede a terra.
Di seguito, alcune accortezze nella scelta e l’utilizzo delle scarpe:
Per quanto riguarda scarpe da corsa e per lo sport, queste devono essere cambiate almeno una volta all’anno
Evitare scarpe con la punta stretta ( comprimono il piede e favoriscono la nascita di infiammazioni
Evitare scarpe coi tacchi, che veicolano tutto il peso del corpo sull’avampiede
Preferire scarpe morbide, per lasciare il piede libero nei suoi movimenti naturali

Correre ai ripari

Prima di ogni altra cosa, per attenuare il dolore e non rischiare di peggiorare gli effetti della tarsalagia, è consigliabile smettere immediatamente ogni attività fisica, tenendo il piede sollevato. In un secondo momento si potranno assumere degli antinfiammatori.
Nel peggiore dei casi, sarà necessario ricorrere ad un trattamento chirurgico per correggere la deformità del piede ed evitare ogni tipo di problema futura.

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